giovedì 22 dicembre 2016

Assassin's Creed, dal videogame al film: “Tutto aiuta a ricordare la storia”


Quando l’innovazione rovescia la tradizione succede che un da un videogame nasca un film. Certo non un gioco qualunque perché il successo di Assassin’s Creed ha generato una serie di nove capitoli principali e otto spin-off, oltre a fumetti e libri.  
Dal 4 gennaio arriverà nelle sale italiane l’omonimo film, con un cast che riunisce Michael Fassbender, Marion Cotillard, Jeremy Irons e Charlotte Rampling. Per gli adulti e i giovani scevri dal prodotto creato da Ubisoft, la sintesi è doverosa e nell’occasione parte da un criminale che, salvato da una condanna a morte, scopre i suoi discendenti finendo nella lunga lotta tra le due fazioni protagoniste del videogame: la Confraternita degli Assassini e l’Ordine dei Templari. Su questi ultimi in particolare c’è una florida letteratura e una storia che a distanza di secoli ha grande presa sul pubblico.  
Abbiamo allora approfondire il discorso con Barbara Frale, storica medievale e dal 2001 in servizio come Officiale presso l’Archivio Segreto Vaticano.  
Chi erano e a quando risale la comparsa dei Templari?
«Si tratta una confraternita di cavalieri laici dediti al volontariato creata nel 1119 ma nata ufficialmente dopo il Concilio di Troyes del 1129. All’inizio era un gruppo di una trentina di persone, poi grazie alle gerarchie della Chiesa divennero un ordine religioso di monaci combattenti».  
Questo doppio ruolo come veniva considerato dalla Chiesa?
«C’erano tante polemiche perché per una larga fetta dei cristiani l’uomo di chiesa deve pregare e non combattere. Poi però l’arrivo delle Crociate e l’esigenza di liberare il Santo Sepolcro fece svanire le proteste».  
Quali erano i tratti tipici dell’Ordine?
«I cavalieri possedevano molti doti militari e morali, riuscire a entrare nel gruppo era infatti complesso. Era come un club esclusivo e da tali elementi scaturì il fascino che emanavano e che tuttora colpisce l’immaginario collettivo».  
I cavalieri erano noti anche per le numerose ricchezze che possedevano: che fine hanno fatto?
«Molte sono state incamerate dal Re di Francia Filippo il Bello, che le confiscò per ripianare i suoi debiti condannando l’Ordine, poi sciolto nel 1312. Un’altra parte delle proprietà furono assegnate agli Ospedalieri di San Giovanni, gli attuali Cavalieri di Malta».  
Oggi cosa rimane dei Templari?
«Nulla, perché chi si dice erede non è riconosciuto dalla Chiesa».  
E i videogame?
«Un elemento importante, utile per ricordare la storia e instillare la curiosità in chi vuole saperne di più»

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