lunedì 30 gennaio 2017

Suspiria di Dario Argento compie 40 anni e torna nelle sale in versione restaurata


«Ho pasticciato molto nella mia mente, ho fatto tanti film diversi tra loro e non so quale sia il mio migliore. Per alcuni è Profondo rosso, per altri è Suspiria». Lo diceva Dario Argento circa un mese fa allo Iulm di Milano, dove teneva una masterclass nell'ambito del Noir in Festival.  Ora Suspiria compie 40 anni e torna nelle sale per tre giorni (30-31 gennaio e 1° febbraio) in versione restaurata in 4k, riportando all'antico splendore le atmosfere maligne che hanno terrorizzato mezzo mondo. Primo vero horror del maestro del brivido italiano, Suspiria è la sua opera più amata all'estero, tanto da aver ispirato un remake dal cast internazionale firmato da Luca Guadagnino, di cui Argento attende l'uscita con un atteggiamento non proprio benevolo: «È un regista garbato e intelligente ha detto spero non faccia un massacro del mio film».  
Ispirato al romanzo Suspiria De Profundis di Thomas de Quincey, il film segue i passi di una ragazza americana (Jessica Harper) che si trasferisce in Germania per frequentare una prestigiosa Accademia di danza dove però, ben presto, iniziano a verificarsi violenti omicidi. A rendere ancora più palpabile la sensazione di paura che percorre Suspiria contribuì il sospetto che il set fosse vittima della maledizione delle streghe: «Qualcuno racconta Argento nella sua biografia Paura prese a bisbigliare che a voler sfidare le streghe, raccontando una storia che parlava di loro, saremmo andati incontro alla sfortuna».  
In quelle settimane, in effetti, la troupe assistette a una serie di piccoli eventi inspiegabili seppur del tutto innocui, mentre il regista si impegnava a instillare il male anche nei dettagli: disseminò, ad esempio, le scene girate a Monaco di elementi che rimandavano a Hitler. 
Ma se Suspiria è un film di culto, lo si deve anche ai colori accesi, che Argento volle ottenere, disse, con «quel Technicolor così saturo che popolava i miei sogni (e i miei incubi) quand'ero bambino», e alle musiche dei Goblin realizzate su indicazione del regista a partire dalle sonorità cupe del bouzouki, strumento che lo aveva folgorato durante un viaggio in Grecia.
L'assoluto protagonista di Suspiria resta, però, il male, che irrompe con forza già dai primi minuti della storia. «Il male è dentro di noi ha detto Argento nella sua masterclass è riflesso nelle facce dei nostri conoscenti, è nei tg, è una malattia molto diffusa. Ma quello che tocco io è più profondo, proviene dai miei sogni, dalle mie allucinazioni, dai miei pensieri strani e perversi». 

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