venerdì 3 marzo 2017

Ferzan Ozpetek al cinema con "Rosso Istanbul" tra paura e nostalgia


Ferzan Ozpetek torna a casa e racconta la sua "Rosso Istanbul" tra paura e nostalgia. Il 2 marzo arriva nelle sale il nuovo film del regista turco con tanti interpreti del suo Paese, compresa Serra Yilmaz. Dopo 20 anni di assenza da casa l'editor Ohran rientra a Istanbul per aiutare il regista Deniz Soysal a completare la scrittura del suo primo romanzo. Si ritrova però sempre più invischiato nella vita dell'autore.
Fin dall'inizio, il riservato Orhan (Halit Ergenc) entra nella bizzarra famiglia del misterioso Deniz (Nejat Isler). Incontra l'ingombrante madre e soprattutto Neval (Tuba Buyukustun) e Yusuf (Mehmet Gunsur) i due personaggi a cui Deniz è più legato. A un certo punto il regista scompare e il ritorno a casa di Orhan si riempie, allo stesso tempo, di un amore impossibile, di nostalgia e anche dalla voglia di tornare a creare in prima persona.
"Certo che ci sono ricordi in questo film - racconta Ozpetek - Ad esempio quando la famiglia di Deniz trasloca dalla sua casa sul Bosforo, mi ha ricordato la mia infanzia quando abbiamo appunto traslocato in un appartamento dovendo lasciare parte dei nostri mobili ricoperti da lenzuoli come fantasmi. Anche il personaggio della madre di Deniz l'ho rappresentata proprio come era la mia. Mio fratello mi ha chiamato per questo dicendomi: l'hai fatta come mamma".
Sul fronte politico "ho preferito raccontare solo le atmosfere, quello che è cambiato nelle persone. Se giri per Istanbul non avverti certo quello che senti in tv. Potevo mettere degli scontri, sarebbe stato facile, ma non potevo non raccontare le 'madri del sabato' (gruppo di donne che si ritrovano a piazza Galatasaray a Beyoglu Istanbul per protestare contro le tante sparizioni, ndr) e poi anche far sparire il protagonista del film, una cosa che accade spesso purtroppo ad Istanbul".
Non a caso "Rosso Istanbul" inizia con una data, quella del 13 maggio 2016: "Un modo per far capire che è stato girato prima del golpe in Turchia del 15 luglio".

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