lunedì 24 luglio 2017

Gigi D'Alessio e Anna Tatangelo, canzone dell'amore perduto



«La nostra storia vive un periodo no: vi preghiamo di rispettare il momento e la nostra privacy», chiedono in duplice copia Twitter Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo, formalizzando una crisi in corso al comprensibile scopo di tutelarsi dal gossip selvaggio.
Se un vantaggio offre la velocità dei social network, è quello di ufficializzare i dati sensibili prima che il gran frullatore mediatico li fagociti e impasti in un indistinto chiacchiericcio aperto alla libera interpretazione dove ogni versione, ogni diagnosi abusiva dell’amore in crisi rivendica diritto di cittadinanza facendo strage dei sentimenti e dell’intimità. Una misura cautelare, quindi: nessuna intervista, nessuna concessione a nessuna motivazione e nessun dettaglio, nessun rancore sbandierato o alluso. Come se la coppia avesse detto: «Ecco la notizia, adesso lasciateci in pace».
Compilatori di pettegolezzi e paparazzi affamati di scenate da immortalare sui rotocalchi estivi si mettano l’anima in pace: all’annuncio non seguiranno approfondimenti. Il successo di pubblico, si sa, spossessa del privato, letteralmente de-priva, spinge alla rappresentazione costante, alla disponibilità a oltranza; e nell’era del selfie, dove anche l’autografo perde terreno rispetto alla possibilità d’immortalarsi con la testa sulla spalla del cantante preferito, è diventato praticamente impossibile sottrarsi all’esposizione, sorridere, non accettare in automatico la circolazione indiscriminata della propria immagine. Ma se il singolo baciato dal successo può ben accogliere la piacevole fatica della parziale rinuncia alla dimensione privata, per una coppia la faccenda si complica. La coppia, a ben vedere, non è portata per il successo.

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